giovedì, 09 agosto 2007

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domenica, 05 agosto 2007

LO STUPRO COME ARMA DI GUERRA

IL RAPPORTO SUL CONGO DI HUMAN RIGHTS WATCH TESTIMONIA LA VIOLENZA SESSUALE SU VASTA SCALA DA PARTE DI TUTTE LE FORZE COINVOLTE, COMPRESI I PEACEKEEPERS DELL'ONU
aprile 2005, di Nicole Itano, "WwNews". Traduzione di Maria G. Di Rienzo

    Una donna viene stuprata da sei soldati, di fronte al marito e ai figli, mentre altri soldati assalgono la sua bambina di tre anni. Una ragazza di 13 anni muore, vomitando sangue, due giorni dopo essere stata brutalmente stuprata da un gruppo di miliziani. Un "peacekeeper" dell'Onu baratta sesso con una donna disperata per due uova.
    Queste storie orrende non hanno fine, e vengono dal nuovo rapporto di Human Rights Watch (Hrw), come evidenza della tragedia che continua in questo dimenticato angolo d'Africa: una delle più grandi crisi umanitarie del mondo è largamente ignorata dalla comunità internazionale. Milioni di persone sono morte, disperse, profughe. Decine di migliaia di donne e bambine sono state vittime di aggressioni sessuali.
    "Vediamo che nelle zone di conflitto lo stupro è usato sempre di più come un'arma da guerra", dice Anneke Van Woudenberg, ricercatrice per Human Rights Watch nella Repubblica democratica del Congo. "Non si tratta di occasionali voglie di sesso dei soldati. Lo stupro sta diventando parte della condotta normale di guerra. In questo senso, il Congo non è speciale.
    Ciò che è particolarmente spaventoso è la vasta scala su cui questo succede in Congo".
    Il rapporto di Hrw, rilasciato il 7 marzo, testimonia come i combattenti di ogni gruppo coinvolto nel complicato conflitto in corso in Congo siano colpevoli di violenza sessuale diffusa e come ben poco sia stato fatto per rallentare la violenza o perseguire i responsabili. Lo stupro viene usato per intimidire le comunità e forzarle alla sottomissione, per punirle del sostegno ad altri gruppi e, nelle parti orientali del Congo dove il conflitto è guidato da odio razziale, per terrorizzare i membri di altri gruppi etnici. In alcuni casi qui sono stati stuprati anche uomini e ragazzi. Un'assistente umanitaria ha detto che le donne della regione Ituri
    Congo dell'est) potrebbero "scrivere uníintera enciclopedia sull'uso della violenza sessuale".
    Peggio ancora, coloro che sono stati mandati dalla comunità internazionale a proteggere la gente del Congo hanno non solo fallito nel proteggere le donne, ma hanno contribuito al loro sfruttamento. Negli ultimi mesi, la forza di peacekeeping dell'Onu in Congo, conosciuta con la sigla Monuc, si è dibattuta con le numerose denunce che accusano il suo personale di coinvolgimento in stupri e prostituzione infantile.
    "I posti in cui sono accaduti i peggiori episodi di violenze sessuali sono gli stessi da cui abbiamo ricevuto le denunce peggiori sul comportamento dei peacekeepers", testimonia Jane Rasmussen, una delle responsabili del progetto in Congo. "Il fatto e' che le donne sono in una condizione di tale degrado che la cosa appare loro quasi normale. Una ragazza mi ha detto, in lacrime, che almeno quelli del Monuc pagano".
    In gennaio, l'Onu ha reso pubblici i risultati delle proprie investigazioni in proposito, e pure concludendo che molti casi specifici non potevano essere controllati, ha attestato che "vi e un modulo di sfruttamento sessuale praticato dai peacekeepers che è del tutto contrario agli standard fissati dal Dipartimento per le operazioni di peacekeeping".
    La guerra civile è terminata ufficialmente, in Congo, circa due anni orsono. Il paese, una nazione vasta quanto l'Europa occidentale, è anche base per la più grande forza di peacekeeping dell'Onu in opera nel mondo.
    Ma nonostante questa presenza, e l'insediamento di un governo basato sulla condivisione del potere fra le parti nel 2003, un conflitto mortale per quanto su scala ridotta continua, coinvolgendo milizie e piccoli eserciti, specialmente nella regione di Ituri.
    In dicembre, l'International Rescue Committee, una organizzazione non governativa che si batte per i diritti umani, ha diffuso un proprio studio sul Congo, rilevando che circa 31.000 persone continuano a morire ogni giorno, e la maggior parte di esse sono bambini uccisi da cause correlate alla guerra o dalla denutrizione. In totale, l'organizzazione stima che dall'inizio del conflitto nell'agosto 1998 siano morte quasi quattro milioni di persone.
    Le violenze sessuali continuano. Il gruppo francese di "Medici senza frontiere", presente nella città di Bunia (Ituri) teatro degli scontri più recenti, testimonia che 40 fra donne e ragazze ogni settimana cercano aiuto a causa delle violenze subite. Questo avrà fine, dicono a Human Rights Watch, quando gli offensori cominceranno a credere che ci saranno conseguenze per le loro azioni. Ma come il loro rapporto sottolinea, la capacita' del Congo di processare gli accusati di violenze sessuali rimane limitata. Fino a che la volontà politica in questo senso non aumenterà, e non vi sarà un maggior supporto internazionale per il sistema legale locale, ben poche donne congolesi hanno speranza di ottenere giustizia.
    "Una lezione chiave che abbiamo imparato da queste missioni di peacekeeping è che raggiungono un grado di successo solo se sono in grado di spezzare la cultura dell'impunità, e di far sì che le persone siano responsabili delle proprie azioni, soprattutto nei casi di stupro e di altri abusi dei diritti umani", dice ancora Anneke Van Woudenberg. Sebbene i gruppi per i diritti umani sostengano che decine di migliaia di donne siano state assalite sessualmente durante gli ultimi sei anni di conflitto, solo una manciata di casi sono arrivati ai tribunali civili locali o a quelli militari.
    Persino i peacekeepers raramente sono costretti a rispondere della propria condotta, ammette l'Onu. Secondo il diritto internazionale, essi rimangono sotto l'autorità dei paesi di appartenenza, la maggior parte dei quali ha scarsa volontà politica di punire i soldati per tali crimini, dice Jane Rasmussen.
    A Bunia, un tribunale sostenuto da una Commissione Europea, è riuscito a processare dieci persone per violenza sessuale, ed ha altri nove casi pendenti. Sebbene il numero dei processi sia esiguo, Human Rights Watch cita il caso come un esempio di come il sostegno internazionale possa rafforzare il sistema legale del Congo e, allo stesso tempo, di come sia stato fatto veramente poco: il tribunale esistente a Bunia è l'unico del genere in tutto il paese.
    Una cosa importante, dicono le organizzazioni umanitarie, è che i comandanti militari siano costretti a rispondere per le loro azioni. I tribunali internazionali in Ruanda ed ex Jugoslavia hanno equiparato lo stupro alla tortura, ed hanno condannato i comandanti che hanno incoraggiato la violenza sessuale come colpevoli di crimini di guerra.
    Fermare la violenza e processare i colpevoli di violazioni dei diritti umani in Congo richiederebbe uno sforzo massiccio ed un coinvolgimento su larga scala della comunita' internazionale che, dicono sempre i gruppi umanitari, ha lasciato da parte il Congo sia a livello di aiuti, sia a livello di informazione.
    Nel 2004, nota l'International Rescue Committee, il mondo ha speso per il Congo 188 milioni di dollari in aiuti umanitari, una cifra che corrisponde a 3 dollari e 23 centesimi per persona, contro gli 89 dollari per persona impiegati in Sudan, e i 138 per persona impiegati in Iraq l'anno precedente.
    "Si parla molto di come potremmo sostenere il sistema legale, soprattutto in relazione alla violenza sessuale, conclude Van Woudenberg, E tutti sono d'accordo sul fatto che si tratta di una questione molto importante, ma al gran parlare non stanno seguendo azioni".

postato da: antiproanamia alle ore 22:27 | link | commenti
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martedì, 31 luglio 2007

Un pò più unite!!!

Donne... Volevo intervenire su questo blog e parlare

della poca soliderietà tra di noi. Noi, ragazze...

Ci aiutiamo poco...

Dovremmo essere molto più unite per superare i

piccoli drammi di ogni giorno!!!

Con questo appello breve e

 coinciso vi saluto...***Ghiga***

postato da: antiproanamia alle ore 21:42 | link | commenti
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domenica, 29 luglio 2007

Il nostro nikname

Sotto il nick antiproanamia , c'è la voglia di battersi contro i siti pro ana e pro mia ... ossia siti ke esaltano anoressia e bulimia , due MALATTIE.(ricordiamocene).Qui  si   danno consigli  su come raggiungere la " perfezione " ke a loro  parere è  la più assoluta ed  deleteria MAGREZZA  ..  ke non raggiungono mai.....  su questi siti ci sono decaloghi , regole , inviti .... all'ana ke secondo loro è ciò ke gli salva la vita.... ke gli  permette di non tagliarsi  le vene...... e noi siamo contro questi siti .... anzi  questa ... "FECCIA"..... 
postato da: antiproanamia alle ore 23:45 | link | commenti (2)
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sabato, 28 luglio 2007

COMMENTO AL COMMENTO:p

Abbiamo letto questo commento e noi a nostra volta lo vogliamo ricommentare:

"L'anoressia arriva anche dalla voglia di essere notati,dal mancato interesse dei genitori per la figlia,da come e' impostata male questa societa' in cui siamo costretti a vivere."

Noi non avendo questi problemi abbiamo difficoltà a sapere quali sono i veri motivi per cui una ragazza arriva ad avere questi disturbi alimentari così accentuati. Nel nostro piccolo, questo blog è stato creato per informare e per sensibilizzare i lettori che ignorano certi tipi di drammi a cui tutto l' universo femminile è soggetto.

Vogliamo sapere da voi il perchè una ragazza cerca la perfezione in un corpo, che non è più tale ma diventa un capro espiatorio sul quale riversare tutte le angoscie.

Vogliamo informare e combattere i problemi che ci affliggono. AIUTATECI!

                                                                                                                  Ghiga***

postato da: antiproanamia alle ore 23:42 | link | commenti
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postato da: antiproanamia alle ore 23:33 | link | commenti (4)
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Donne...

Donne
In cerca di guai
Donne a un telefono che non suona mai
Donne
In mezzo a una via
Donne allo sbando senza compagnia

Negli occhi hanno dei consigli
E tanta voglia di avventure
E se hanno fatto molti sbagli
Sono piene di paure

Le vedi camminare insieme
Nella pioggia o sotto il sole
Dentro pomeriggi opachi
Senza gioia né dolore

Donne
Pianeti dispersi
Per tutti gli uomini così diversi
Donne
Amiche di sempre
Donne alla moda, donne contro corrente...
Negli occhi hanno gli aeroplani
Per volare ad alta quota
Dove si respira l'aria
E la vita non è vuota

Le vedi camminare insieme
Nella pioggia o sotto il sole
Dentro pomeriggi opachi
Senza gioia ne dolore

Le vedi camminare insieme
Nella pioggia o sotto il sole
Dentro pomeriggi opachi
Senza gioia ne dolore

Donne
In cerca di guai
Donne a un telefono che non suona mai

Donne
In mezzo a una via
Donne allo sbando senza compagnia.


postato da: antiproanamia alle ore 20:34 | link | commenti (4)
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Una delle pratiche  più dolorose e umilianti a cui vengono sottoposte molte donne nel mondo  è l'infibulazione... questa pratica consiste nella mutilazione dell'apparato genitale femminile... Solitamente viene praticata nelle tribù africane, arabe e nel sud-est asiatico.

Ci sono principalmente 4 tipi di infibulazione:

  1. Circoncisione o infibulazione as sunnah: si limita alla scrittura della punta del clitoride con fuoriuscita di sette gocce di sangue simboliche
  2. Escissione al uasat: asportazione del clitoride e taglio totale o parziale delle piccole labbra
  3. Infibulazione o circoncisione faraonica o sudanese: asportazione del clitoride, delle piccole labbra, di parte delle grandi labbra con cauterizzazione, cui segue la cucitura della vulva, lasciando aperto solo un foro per permettere la fuoriuscita dell'urina e del sangue mestruale.

Nel quarto tipo sono inclusi una serie di interventi di varia natura sui genitali femminili.

I rapporti sessuali , dopo la circoncisione faraonica ,vengono impossibilitati fino a una defibulazione  , che viene effettuata dallo sposo prima della consumazione del matrimonio . Questa pratica  rende alla donna  impossibile provare piacere e inoltre ha conseguenze tragiche su di essa  in quanto i rapporti sessuali diventano molto dolorosi e insorgono spesso infezioni.

postato da: antiproanamia alle ore 16:11 | link | commenti (4)
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Noi...

Ciao... Siamo Ale e Ghiga... due normali ragazze del Lazio ... abbiamo 16 e 15 anni ... la sera del 27 luglio 2007 chattavamo e abbiamo scoperto nel mare del web... siti in cui l'anoressia veniva definita come una cosa buona... come un'amica...In questi siti venivano dati consigli su come vomitare, su come non mangiare , persone che vedevano la magrezza quasi come l'unico obiettivo nella vita... come se fosse una divinità . Noi scandalizzate all'idea che esistessero cose del genere abbiamo deciso di fare questo blog per lottare contro queste assurdità e aiutare queste persone. Poi parlando dell'idea del blog ,Ghiga, ha detto che potevamo discutere non solo dei problemi legati all'anoressia e alla bulimia, ma di tutti i problemi legati alle donne ... e così è nato "Diventi rossa se qualcuno ti guarda"... Speriamo di poter aiutare le donne e soprattutto rendere pubblico ciò che le donne pensano e subiscono .... in tutto il mondo ... giorno dopo giorno....

XXX Ale e Ghiga

postato da: antiproanamia alle ore 15:37 | link | commenti (2)
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Un fiore nel ghiaccio...

Usare la poesia per sconfiggere il male. Questa la sfida di Mary, che ha trovato un nemico proprio in che doveva proteggerla e amarla . Una lettera che abbiamo trovato su una semplice rivista.

" Cara Anna, ti scrivo perchè ho un male dentro... Un male che si chiama -volere bene-. La personaa cui si vuole più bene al mondo mi ha fatto del male... Mi ha fatto odiare il mio corpo tanto da diventare anoressica e bulimica... Tanto da tentare il suicidio... Nessuno riusciva a capire il mio dolore, nessuno capiva il mio senso di sporco. La persona che avrebbe dovuto proteggermi mi faceva solo tanta paura ... Anni e anni di male, spezzato poco fa grazie alla polizia ed a un processo in atto. Mi segue una psicologa per farmi parlare, perchè ormai vivevo in mondo solo mio... Lei dice che è una specie di miracolo perchè sono riuscita a farcela nonostante tutto. Solo percè mi sono buttata sui libri per tutto questo tempo, tanto da avere voti altissimi e per questo avere l' invidia delle mie compagne. Mentre io avrei solo voluto quel bene che hanno tute le bambine dal loro p. Non riesco neanche a pronunciare nè a scrivere questa parola, così importante ma che a me ha fatto solo tanto male... Cosa posso fare per fidarmi ancora delle persone? Come odiare mio p. e non odiare più il mio corpo? E soprattutto come si fa ad avere ancora voglia di vivere quando dentro tutto sta morendo? Avrei voluto veramente che una rosa bianca portasse davvero via tutto il mio dolore e che mi potesse far dimenticare tutto il male... Che porterò sempre con me.

Mary""

 

postato da: antiproanamia alle ore 15:35 | link | commenti
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Blogger: antiproanamia
Nome: Ale e Ghiga
Siamo due girls ke si battono contro i crimini ke vengono compiuti sulle donne e ke le stesse donne compiono su loro stesse...

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